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RIPARTE IL FUTURO – "DOBBIAMO USCIRE DALL'INVERNO DELLA CORRUZIONE"


Riprendiamo la prima parte del faccia a faccia di Gad Lerner con Don Luigi Ciotti, che ha parlato della campagna “Riparte il Futuro”, lanciata da Libera e dal Gruppo Abele. Vi invitiamo a firmare subito la petizione a questo link.

Lo spirito che avvia la campagna Riparte il Futuro risiede nella mobilitazione dei cittadini, prima che l’Italia “muoia” di corruzione. Si tratta di una iniziativa digitale, che chiede ai candidati alle prossime elezioni politiche, qualunque sia il loro partito, di assumere cinque impegni di fronte agli elettori.

Il primo fra questi è l’inserimento nella campagna elettorale del candidato della promessa di continuare il rafforzamento della legge anticorruzione iniziato con la riforma del novembre 2012. In particolare, si chiede di modificare la norma sullo scambio elettorale politico mafioso (416 ter) entro i primi cento giorni di attività parlamentare, con l’aggiunta della voce “altra utilità“.

Gli altri impegni riguardano la pubblicazione del curriculum vitae, la dichiarazione delle eventuali condanne e/o carichi pendenti, la pubblicazione della propria condizione patrimoniale e reddituale, nonché alcune dichiarazioni volte a chiarire i potenziali conflitti di interesse personali, diretti e mediati.

In Francia, Spagna e Germania ci sono norme che chiedono a chi viene eletto la totale trasparenza: da noi solo il 40% dei parlamentari ha autorizzato la pubblicazione online della propria dichiarazione dei redditi. La corruzione è uno dei motivi principali per cui il futuro dell’Italia è bloccato nell’incertezza. Pochi in Europa vivono il problema in maniera così acuta (ci seguono solo Grecia e Bulgaria). Si tratta di un male profondo, fra le cause della disoccupazione, della crisi economica, dei disservizi del settore pubblico, degli sprechi e delle ineguaglianze sociali. Nell’ultima legislatura, tra il 2008 e il 2012, sono stati ben 90 i parlamentari indagati, condannati o arrestati per corruzione, concussione, truffa e abuso d’ufficio.

Vannucci, direttore del Master di Pisa per la lotta alla corruzione, parla della campagna considerandola una lotta di liberazione dei cittadini italiani dalla dittatura invisibile della corruzione, realtà oscura che da troppo tempo inquina la democrazia e il mercato, cancella diritti sociali e di cittadinanza, mortifica il talento e le speranze di costruire un paese migliore”. Secondo le statistiche europee di Eurobarometro, inoltre, nel 2011 il 12% degli italiani si è visto chiedere una tangente, mentre oltre il 60% crede che la corruzione della politica sia normale. “Se si confrontano gli almeno 5-6 milioni di episodi di corruzione che avvengono ogni anno in Italia, con le 300 persone condannate all’anno, abbiamo la dimostrazione quasi matematica di quanto questo reato sia sostanzialmente impunito”, spiega Vannucci.

L’obiettivo di breve termine della campagna è quello di favorire la trasparenza delle candidature alle elezioni politiche del 2013, fornendo ai cittadini – attraverso la conoscenza dei candidati e del loro impegno – un servizio che permetta un esercizio consapevole del diritto di voto.

A lungo termine, la campagna si propone di riallineare l’Italia agli standards delle altre democrazie occidentali in materia di trasparenza e contrasto della corruzione.

Ciò avrebbe inoltre conseguenze positive per l’economia. Infatti, secondo i promotori della campagna, i 60 miliardi di euro che la corruzione costa annualmente al sistema Paese basterebbero per varare tre manovre finanziarie di media portata senza oneri per il contribuente; si potrebbero liberare le risorse necessarie per pagare gli interessi annuali sul debito pubblico; o ancora coprire i costi degli ammortizzatori sociali, mettere in sicurezza gli edifici scolastici, avviare il restauro idrogeologico del paese…

E’ importante rendersi conto che la corruzione danneggia tutti.

Concludiamo con l’appello di Don Luigi Ciotti:

Firmiamo per non essere cittadini a intermittenza che rispondono soltanto in momenti di grande emotività . Dobbiamo metterci in gioco noi e chiedere di mettersi in gioco a chi si è candidato per creare insieme un nuovo patto. La lotta alla corruzione – e non solo alla corruzione – ha bisogno di graffiare le coscienze degli uni e degli altri in modo chiaro, pulito e trasparente. È un atto di democrazia”.

“Questa petizione è fatta per coltivare il futuro”.

 

Presidio Cassarà

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