NUOVO SCANDALO IN PIEMONTE

L’ottobre 2013 ha visto il Piemonte protagonista di un altro scandalo giudiziario: quello legato agli appalti della Reggia di Venaria Reale.

Si apprende dai quotidiani che tra gli indagati, cinque dei quali interessati dall’ordinanza applicativa della misura cautelare della custodia in carcere, vi è anche Francesco Pernice, direttore del Settore Conservazione dei Beni Architettonici e Impianti del Consorzio di Valorizzazione della Reggia di Venaria, con il quale al momento sarebbe stata interrotta la collaborazione lavorativa. Insieme a lui anche Ezio Enrietti, ex presidente della giunta piemontese, Claudio Santese della LES s.r.l., Francesco Paolo Della Rossa, della Edil Atella e Giuliano Ricchiardi, funzionario della Regione Piemonte.

Le contestazioni sono relative ai reati di truffa aggravata, falso in atto pubblico, corruzione e turbativa d’asta in merito agli appalti per lavori non solo nella Reggia di Venaria Reale ma anche quelli del restauro dei giardini di Palazzo Reale e della movimentazione della terra del cantiere per la costruzione del nuovo palazzo della Regione Piemonte.

Ancora una volta l’Ambiente sembra essere terreno fertile per questo tipo di reati, infatti, secondo gli inquirenti potrebbero esserci delle tracce di amianto nella terra impiegata per la ricostruzione dei parcheggi della Reggia e ciò, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe consentito alla Les, appaltante dei lavori, in collaborazione con la Edil Atellana di Caserta di offrire un prezzo molto vantaggioso a fronte della propria prestazione.

La società si difende asserendo di essere già stata in possesso di quel quantitativo di terreno e di essere stata, per tale ragione, nelle condizioni di effettuare una proposta conveniente per la committente.

Dai quotidiani si apprende inoltre che il Consorzio della Reggia di Venaria ha sottolineato come fosse stata verificata la provenienza del terreno impiegato, classificabile quale “materiale allo stato naturale” e ritenuto idoneo per essere impiegato nei cantieri edili anche a fronte delle analisi espletate che avevano rilevato l’assenza di amianto.

Un filone parallelo dell’inchiesta, ha visto in un primo momento indagato per corruzione il sindaco di Beinasco ed assicuratore, Maurizio Piazza, responsabile secondo l’accusa di essersi interessato della controversia tra la Provincia e la LES per alcuni problemi legati ai lavori di circonvallazione di Borgaretto, affidati alla LES. Il tutto in cambio di alcune polizze assicurative. Attualmente la  posizione di Piazza risulta archiviata.

Restiamo in attesa degli sviluppi della vicenda.

Fonti:

http://appalti.liberapiemonte.it/wp-content/uploads/sites/8/2013/10/5arresti_08.10.2013.pdf

http://appalti.liberapiemonte.it/wp-content/uploads/sites/8/2013/10/1710_ILRISVEG041G1Q_009.pdf

http://appalti.liberapiemonte.it/wp-content/uploads/sites/8/2013/10/grattacielo-regione_09.10.2013.pdf

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-10-07/tangenti-arresti-eccellenti-lavori-125644.shtml?uuid=AboIljpI

http://appalti.liberapiemonte.it/wp-content/uploads/sites/8/2013/10/venaria-arresti_09.10.2013.pdf

http://www.piemontepress.it/piemontepress/portale/index.php?com=12527

 http://appalti.liberapiemonte.it/wp-content/uploads/sites/8/2013/10/amianto-cantiere_11.10.2013.pdf

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