Buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione.

 

Il 14 febbraio 2014 abbiamo pcorruzione_001-465x300artecipato al seminario organizzato dalla Scuola Superiore dell’Avvocatura intitolato Buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione: novità normative e prassi applicative”.I relatori hanno affrontato le seguenti tematiche: “Prevenzione e repressione della corruzione” e Trasparenza ed efficienza nell’attività amministrativa. Ruolo dell’Avvocatura pubblica”.

La conferenza si è aperta con il richiamo agli artt. 97 e 98 della Costituzione che prevedono i principi fondamentali a cui deve attenersi la pubblica amministrazione. In particolare:

«I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione» (art. 97, IV comma).

«I pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione» (art. 98, I comma).

Gli interventi dei diversi relatori sono ruotati intorno alla nuova legge anticorruzione del 6 novembre 2012, n. 190.

L’avv. Cignarelli (Segretario dell’Associazione Avvocati INAIL) ha sottolineato la necessità che le nuove norme anticorruzione non debbano diventare scatole vuote come quelle sulle sicurezza, in quanto non è sufficiente il rispetto formale delle stesse, ma serve un’applicazione sostanziale.

L’avvocato ha sostenuto che l’obiettivo della normativa anticorruzione deve essere quello di garantire, tra gli altri obiettivi, il buon andamento della pubblica amministrazione, sottolineando che questo si può ottenere abolendo i doppi incarichi e adottando una procedura a legalità rinforzata, evitando quanto è venuto alla luce all’interno dell’INAIL stesso e dell’INPS in riferimento ai doppi incarichi dei rispettivi Presidenti. Il dott. Perotti (avvocato di Stato), ha introdotto una delle novità della Legge 190/2012: la figura Responsabile della Prevenzione della Corruzione sottolineandone il parallelismo con quella del Responsabile della sicurezza sui luoghi di lavori.

Tale nuovo ruolo è previsto dall’art. 1, comma VI che recita:

«l’organo di indirizzo politico individua, di norma tra i dirigenti amministrativi di ruolo di prima fascia in servizio, il responsabile della prevenzione della corruzione. Negli enti locali, il responsabile della prevenzione della corruzione è individuato, di norma, nel segretario, salva diversa e motivata determinazione».

Oggi il dirigente ha una responsabilità di controllo di gestione per prevenire fenomeni disfunzionali, infatti deve redigere un piano anticorruzione, uno antifortunistico e deve curarne la vigilanza. Secondo il dott. Perotti, la legge indica le linee guida, ma il responsabile è tenuto a individuare i settori a rischio corruzione (come gli appalti e i concorsi) e le metodologie operative per porre a zero il rischio.

Successivamente è intervenuto il dott. Santoriello (Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Torino), il quale ha posto molti accenti critici sulla Legge anticorruzione che il nostro Presidio aveva già esposto nell’articolo “Osservazioni sul Disegno di Legge Anti – corruzione”.

Il Pubblico Ministero, infatti, ha affermato che la Legge n. 190/2012 è malfatta per le seguenti ragioni. L’art. 2635 c.c. rubricato “La corruzione tra privati” prevede che affinché si realizzi il fatto di reato: lo scambio, il danno per la società e la querela della stessa, ma essendo che il protagonista della corruzione tra privati è spesso l’amministratore, questa norma non troverà un’applicazione concreta perché nessuno denuncia se stesso.

Il pubblico ministero, inoltre, ha sottolineato l’errore nella creazione di una nuova figura di reato rappresentata dall’induzione indebita, contro le indicazioni dell’Unione Europea che aveva chiesto l’abrogazione della concussione per giungere alla previsione solo della corruzione per garantire una maggiore punizione del fatto di reato.

Il dott. Santoriello ha ribadito che il problema della normativa anticorruzione consta nel aver creato norme astratte non chiare, creando molti problemi ai giuristi che hanno bisogno di concetti chiave per tradurre la realtà concreta.

A questo intervento critico è seguito quello di America che ha elencato i compiti del Responsabile della Prevenzione della corruzione e che qui riportiamo:

–   elaborare il piano triennale anticorruzione;   individuare le attività a rischio corruzione oltre a quelle previste esplicitamente dalla Legge;  valutare i rischi;  formare il personale;  valutare l’opportunità di avvalersi di collaboratori per sensibilizzare il personale sul tema e per mappare le attività a rischio;  elaborare una strategia anticorruzione programmata da proporre all’organo di indirizzo politico; individuare le procedure da osservare per rilevare le attività da svolgere per impedire le azioni corruttive;    fare controlli a campione per verificare l’attuazione della normativa; verificare il rispetto del Codice di Comportamento (previsto dal Decreto del Presidente della Repubblica del 16 aprile 2013, n. 62).

L’ingegnere Saccà (Dirigente Responsabile per la Trasparenza e la Prevenzione della Corruzione dell’Università degli Studi di Torino) ha raccontato che all’Università ci sono 27 dipartimenti e 27 responsabili e diversi gruppi di lavoro che si occupano di formare il personale sugli ambiti a rischio, a cui sono stati aggiunti di recente la verbalizzazione degli esami, le proposte sessuali, l’approvvigionamento e la sanità (perché ci sono professori anche medici).

Il dott. Saccà ha sottolineato oltre all’importanza della formazione anche quella del controllo che all’Università operano effettuando dei controlli incrociati tra i diversi dipartimenti, ad esempio sulla mole di acquisti.

Per concludere, riportiamo quanto affermato dal dott. Silingardi (Avvocato INAIL) che richiamando una frase di Turati del 1908 secondo cui La pubblica amministrazione dovrebbe essere una casa di vetro, ha continuato affermando che oggi è impossibile perché il personale ha bisogno di maggior formazione sul diritto di accesso.

L’incontro è stato molto interessante in quanto è stato possibile incontrare i neo eletti in qualità Responsabili della Prevenzione della corruzione, figura di cui vi parleremo nel prossimo articolo.

Commenti

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *