Partendo dalle basi

Corruzione, concussione e peculato sono i tipici reati contro la pubblica Amministrazione (P. A.), introdotti dal Codice Penale del 1930 e coerenti con i principi che secondo la Costituzione devono guidare l’attività della stessa (buon andamento e imparzialità Art. 97 Cost.).

I reati contro la Pubblica Amministrazione possono essere commessi soltanto da coloro che rivestono la qualità di PUBBLICO UFFICIALE e INCARICATO DI PUBBLICO SERVIZIO.

Il reato di corruzione si distingue in CORRUZIONE PROPRIA, quando il mercimonio riguarda il compimento di un atto contrario ai doveri d’ufficio, e CORRUZIONE IMPRORIA, quando il mercimonio riguarda il compimento di un atto d’ufficio.

Quando la corruzione riguarda l’esercizio della funzione giudiziaria, si ha la CORRUZIONE IN ATTI GIUDIZIARI.

Si ha ISTIGAZIONE ALLA CORRUZIONE, quando l’offerta del privato o la richiesta del pubblico funzionario non vengano accolte dal destinatario.

Al contrario della corruzione nella CONCUSSIONE è il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, costringe o induce qualcuno a dare o promettere indebitamente a lui o ad una terza persona denaro o altre utilità.

La gravità della pena, superiore a quella della corruzione, corrisponde alla gravità degli interessi lesi, infatti oltre al danno subito dal privato, dalla concussione deriva anche una generale sfiducia nei confronti dell’Amministrazione.

Il PECULATO, invece, punisce il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che si appropria di denaro o altra cosa mobile altrui della quale abbia il possesso o la disponibilità per ragioni del suo ufficio.

Altri ordinamenti contemplano un tipo di corruzione che non costituisce reato contro la pubblica Amministrazione in quanto posta in essere da soggetti privati, nel nostro ordinamento la CORRUZIONE TRA PRIVATI è ancora un disegno di legge al vaglio delle Camere.

Altra forma della corruzione è la CORRUZIONE ELETTORALE, reato simile ma distinto dal voto di scambio elettorale politico-mafioso.